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IQOS? Più pericolose di quanto pensato

22 settembre 2017

Vengono spacciate come la miglior alternativa possibile al fumo, ma non è così. Oggi a dimostrarlo è uno studio scientifico condotto da un equipe di studiosi dell’università di Berna, Svizzera.

Per la prima volta dalla loro immissione sul mercato, i dispositivi Heat not burn sono stati oggetto di una ricerca indipendente che ha rivelato risultati molto diversi da quelli divulgati dalla Philip Morris International, azienda producente nonché colosso internazionale del tabacco. Secondo i risultati del nuovo studio, infatti, questi dispositivi riscaldatori di tabacco – da caricare con i mini stick (mini sigarette) della Marlboro – non solo contengono l’84% della nicotina presente nelle sigarette tradizionali, ma rilasciano anche una percentuale di sostanze tossiche molto maggiore rispetto a quanto sostenuto in precedenza. Si tratta di agenti chimici alquanto nocivi, tra cui: monossido di carbonio, composti organici volatili e idrocarburi policiclici aromatici che possono dare adito, oltre che a tumori, anche a patologie cardiovascolari e per i quali non esiste alcuna soglia di sicurezza.


Per la ricerca sono stati messi a confronti campioni di fumo prodotto dalle sigarette Lucky Strike Blue Light con quelli di IQOS, poi analizzati con uno strumento creato appositamente, secondo i parametri dell’International Organization for Standardization.

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Alla luce dei risultati emersi, si è palesata la necessità di sottoporre tali dispositivi alle stesse limitazioni d’uso delle sigarette tradizionali. Infatti, Il Professor Reto Auer, a capo della ricerca, ha affermato: “Sono necessari ulteriori studi sui dispositivi riscaldatori di tabacco, per capirne le effettive conseguenze, potenzialmente nocive, per la salute umana; nel frattempo, sarebbe opportuno prendere delle misure cautelative per non perdere i risultati ottenuti nella lotta contro il fumo passivo”. Anche il Dr Mitchell Katz, vice direttore di JAMA Internal Medicine, autorevole rivista su cui è stata pubblicata la ricerca, si è allineato alle medesime posizioni, sostenendo che tali risultati sono a dir poco preoccupanti e che è necessario prendere delle misure preventive in relazione all’uso indoor di tali dispositivi.

All’indomani della ricerca, un portavoce di Philip Morris ha dichiarato che “La compagnia accoglie di buon grado le ricerche condotte sui nuovi prodotti senza fumo. Anche se non sempre condivide le metodologie utilizzate per condurre alcuni studi e, dunque, le conclusioni raggiunte”. Ed ha continuato affermando che l’azienda non aveva mai nascosto la presenza di presenza di agenti tossici in IQOS, ma piuttosto aveva sottolineato che: “il livello di tali sostanze è drasticamente ridotto rispetto a quello riscontrato nelle sigarette tradizionali.” Il portavoce, poi, conclude dichiarando che Philip Morris è aperta al confronto e al dialogo anche con ricercatori esterni all’azienda, perché: “Soltanto il confronto tra posizioni diverse può garantire risultati sicuri!”


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