Sosmoke News

Il liquido per sigaretta elettronica è scaduto. Cosa dice la legge?

12 aprile 2019

Un giusto compromesso, che va nella direzione di trasparenza nei confronti di negozianti e consumatori, potrebbe essere di adottare il simbolo utilizzato dalle aziende cosmetiche che indica entro quanto tempo il prodotto dovrebbe essere consumato dopo l’apertura.I liquidi da inalazione per sigarette elettroniche non sono soggetti all’obbligo di riportare in confezione la data di scadenza. La scelta di indicarla o meno è da attribuirsi all’azienda di produzione che può stabilire dopo quanto tempo il liquido decade e non conserva le caratteristiche organolettiche originarie.

Secondo la normativa vigente, infatti, soltanto i prodotti alimentari e i medicinali devono riportare la data di scadenza. I liquidi da inalazione, non essendo destinati a questi utilizzi, non devono sottostare dunque ai regolamenti attuati dagli stati e redatti dal Consiglio dell’Unione europea e del Parlamento europeo.
In caso di controllo da parte della Guardia di Finanza o del Nucleo antisofisticazioni dei Carabinieri (Nas), il venditore che ha in vendita un liquido recante una data di scadenza superata sarà passibile di sequestro della merce. Questo perché il controllore è tenuto, in ogni caso, a far rispettare le indicazioni poste dal produttore in etichetta. Un atto, però, non avallato dalla legge: sarà sufficiente recarsi dal Giudice di pace o in questura per dimostrare l’insussistenza dell’irregolarità.
È per questo motivo che la maggior parte delle aziende del settore (multinazionali comprese) non appongono alcuna data di scadenza sulle confezioni dei liquidi di ricarica o delle capsule precaricate. Indicano, invece la data di produzione e il numero del lotto. Un codice di tracciabilità da cui si può evincere da quanto tempo il liquido sia in commercio. A seconda dell’aroma utilizzato e della qualità di nicotina e di glicole, un liquido da inalazione può conservare le proprie caratteristiche per un periodo compreso tra un anno e tre anni. Occorre sottolineare che il glicole è un batteriostatico, quindi difficilmente nel liquido può svilupparsi una flora batterica. L’aroma nel tempo tende invece a perdere sapore. Il consumatore dovrebbe poter conoscere la volatilità degli ingredienti utilizzati per sapere dopo quanto tempo sia possibile utilizzarlo. Si noti: non ci sono conseguente tossiche o nocive se si inala un liquido che ha perso la carica aromatica ad eccezione del fatto che non si sente alcun sapore. O, in qualche raro caso, un sapore sgradevole e non più corrispondente all’originario.
Un giusto compromesso, che va nella direzione di trasparenza nei confronti di negozianti e consumatori, potrebbe essere di adottare il simbolo utilizzato dalle aziende cosmetiche che indica entro quanto tempo il prodotto dovrebbe essere consumato dopo l’apertura. Togliere la data di scadenza dalle confezioni, oltre a non infrangere alcuna norma di legge, garantirebbe maggiore serenità anche ai negozianti, spesso alle prese con confezioni risultanti scadute ma che, di fatto, lo sarebbero soltanto agli occhi delle autorità.


I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Informazioni